2012 – cosa buttare

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’. E siccome sei molto lontano, ora… beh, ci manchi.

La sua fuga, i giorni in solitudine, la disperazione di una fine, i rapporti lacerati, il silenzio. E la fodera del blackberry, che il destino ha aiutato a perdere.

Donne che muoiono a centinaia (!!!) nell’indifferenza dei media… e donne che muoiono a ragione secondo alcune voci della Santa Chiesa Apostolica Romana.

L’annata lavorativa: le difficoltà, i nervosismi, gli spettri di situazioni peggiori, l’atteggiamento delle banche, l’eco nell’ufficio che andavamo svuotando, il mio ruolo snaturato, senza vedere persone, ma solo trascrizione di numeri.

Le tartarughe in casa dei suoi, chiedergli cosa mangiano e perché le hanno separate, farlo parlare del niente con la bocca e dirgli con gli occhi che stavo male per lui e capivo il suo lutto.

La Riforma del Lavoro: che si lavori per riformarla.

Il furto e la mia camera da letto messa a soqquadro, mortacci loro e de sti fiji de ‘na mignotta (roman style)

Il mio malconcio sistema immunitario: regina degli antibiotici, sovrana dei fermenti lattici, ma soprattutto imperatrice delle recidive.

 
Anna Eva Laertici

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