Due agosto

Mi chiamo Angela, ho 36 anni.
Vivo le contraddizioni di questi anni, sono una di quelle che vengono definite giovani donne, ma se mi fermo a pensarci non lo sono poi neanche così tanto, se immagino mia madre che alla mia età aveva me già grandicella.
Io invece…
Ho studiato, mi sono specializzata, ma faccio un lavoro che non è quello dei miei sogni.
Capita, dicono. Anzi che sei fortunata ad avercelo, un lavoro, al giorno d’oggi.
Sto con Luca, conosciuto all’università: lui un lavoro non ce l’ha, spera che il professore a cui sta dando anni e risorse un giorno si ricordi di lui e lo inserisca dentro qualche cattedra. Nel frattempo, fa il ricercatore, come ama dire, o come dico io lo sfruttato.
A volte mi sembra di essere ingenerosa, ma la mia rabbia non è certamente verso di lui. Ancora non è una colpa cercare di inseguire i sogni, quei sogni che da piccoli ci hanno insegnato a non mollare mai. E quando eravamo piccoli i sogni erano ancora realizzabili, siamo nati alla fine degli anni settanta e tutto sembrava possibile. E chi ci ha cresciuto ce l’ha lasciato dentro il seme del sogno: lo puoi fare, lo devi fare.

Questa forse sarebbe stata la mia vita. Questo è il sogno che mi hanno strappato qui, in questa stazione.
Io ho paura dei rumori e quel botto così forte mi ha fatto piangere. Chissà la mia valigia con le bambole e i vestitini dov’è, se non la trovo non potrò più giocarci. Non trovo la mia mamma, che faceva grandi progetti per me, voleva portarmi in vacanza sul lago di Garda.
Un premio, via per qualche giorno da Montespertoli, io, lei e la sua amica Verdiana.
Era un regalo, è stato un furto. Mi hanno rubato la vita, l’hanno rubata anche a lei e non capisco perché.
Mi chiamo Angela, e qui a Bologna avrò 3 anni per sempre.

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2 pensieri su “Due agosto

  1. Il primo pensiero è stato: “perché non l’ho scritto io?”
    E quando ti sale nel cervello questo sentimento, vuol dire che l’autrice e la storia narrata hanno già vinto. Saranno lì con te.

    Grazie Stesa, perché il segreto delle penne è proprio questo: eternare. E’ lo “scripta manent” che aiuta le memorie fragili o manipolate a non dimenticare.
    Ci hai regalato una storia o una Storia, ci hai regalato un sogno spezzato, un fiore reciso e un Paese che si piega su se stesso senza capirsi, che si giustifica senza studiarsi.
    Noi siamo la terra degli alibi, delle lacrime presto asciugate, delle esplosioni di stizza che sembrano portare a rivoluzioni e non durano l’attimo di uno sbadiglio.
    Un piccolo pezzo come quello scritto da te, Stefania, mi ha riportato oggi, proprio oggi, coi piedi per terra e e il cuore sotto terra.

    “La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla.”

    Andiamo a riempirla di significati, allora.
    Per Angela, che aveva solo 3 anni.

    Anna Eva Laertici

  2. Ero molto piccola, di quel giorno non ho ricordi diretti. Ne ho di stragi simili avvenute qualche anno dopo, ricordo il terrore con cui salivo sul treno per le vacanze con i miei nonni, e avevo otto anni, ai tempi della strage della Val di Sambro.
    Angela era quasi mia coetanea, è questo che mi ha urlato dentro all’inizio. Ho immaginato come sarebbe stata, che vita avrebbe avuto una ragazza della mia età a cui hanno strappato il futuro schifosamente presto.
    E il pensiero peggiore è che quella vita ha il valore di un numero, di una statistica, il tributo pagato ad anni di terrore senza scopo apparente. Un male necessario, quasi, e che oggi, 33 anni dopo, è tanto lontano nel tempo, come un sogno.
    Vivo male come tutti quelli che si fermano a pensare, ma in qualche modo ne sono felice. Pensa che livelli sublimi di masochismo. E, quando riesco, scrivo e racconto e mi illudo di poter combattere la forma strana di amnesia che avvolge i fatti oscuri della nostra Storia.
    Ricordandoli a me per prima, ovviamente.
    E poi grazie, perché so che sono entrata in una squadra che di questa opera tantalica ha specialisti come te.
    Stesa

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