Il mattino ha il latte in bocca

E poi arriva il momento in cui non riesci più a tenere a freno l’ansia perché sai che una risposta ci deve essere… Ti arrovelli pensando che nemmeno il tempo, infallibile guaritore di ogni male, è riuscito a stemperare quel senso d’inquietudine che ti attanaglia… All’improvviso senti di non farcela più, senti l’urgenza, il cuore che galoppa all’impazzata… Devi sapere… Subito, adesso.

La domanda sale nella gola prima ancora che te ne renda conto, è un fiume in piena:

“Ma si può sapere chi cazzo ha inventato i cartoni del latte?”

Nell’era della tecnologia, dei robot che si sostituiscono all’uomo, dell’intelligenza artificiale e dei viaggi in giro per il cosmo, a nessuno è venuto in mente che quel parallelepipedo rettangolo, a cui è necessario eliminare un angolo, è la cosa più inutile e scomoda della storia?

Alzi la mano chi, almeno una volta, non si è sporcato tagliando la famosa piramidina che, non si sa per quale strano fenomeno fisico (visto che, in frigo, anche chiusa, la confezione solitamente non viene mai coricata, ma adagiata nell’apposito vano per le bottiglie e quindi posta rigorosamente in verticale), contiene sempre un bel po’ di latte, nonostante occupi circa un centimetro quadrato di spazio.

Ma non finisce qui: sfido chiunque a versare un’intera tazza di liquido senza trasformarsi all’istante in un novello dalmata, membro onorario della cricca di Pongo&Peggy.

Posso assicurare che le ho provate tutte:

1) ho inclinato progressivamente e a velocità moderata il contenitore

2) ho tenuto premuto il centro del cartone facendo scorrere nel bicchiere solo il latte posizionato nella parte alta del parallelepipedo

3) ho versato il liquido nella tazza come se stessi spillando una chiara media

4) ho variato più volte l’angolatura del taglio della piramidina

5) ho persino sperimentato tazze di grandezza e profondità diverse

Niente! Nonostante la mia buona volontà, ogni sforzo è stato vano.

“E come hai risolto?” – vi chiederete voi (e se non ve lo state chiedendo, pazienza, d’altra parte il pezzo lo devo pur finire).

Semplice! Faccio finta di dormire fin quando Gianluca (il mio compagno) non si alza e prepara la colazione per tutti e due… Ma voi non diteglielo!

 

Giorgia

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Un pensiero su “Il mattino ha il latte in bocca

  1. secondo me i produttori dei cartoni del latte sono prigionieri di una bolla spazio tempo che li tiene prigionieri nell’età del medioevo e loro progetto oggetti come se tutto il mondo fosse nel medioevo…perchè hai proprio ragione…il cartone del latte ed il suo funzionamento sono proprio una minchiata colossale e al massimo il cartone del latte ha senso che esista solamente nei video dei blur!! (così parlò jamesblog!!)

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