REYKJAVIK

Loro sono seduti uno accanto all’altro; parlano, muovono la schiena lentamente e neanche troppo spesso quasi che sembra vogliano, sforzandosi, far di tutto per sembrare agili pur avendo ogni loro muscolo, scarse capacità di scuotere quelle posizioni.

Io, alle loro spalle, osservo il muoversi delle loro teste e delle loro braccia sempre pronte a far gesticolare mani che sembrano anch’esse voler dire la loro.

Sicuramente si tratta di due persone importanti, distinte, credo anche ricche e certo, ciò di cui discutono suscita grande interesse perché, altrimenti, non saprei spiegarmi le ragioni che inducono tutte quelle persone a star ferme ad osservarli.

In tutto ciò c’è qualcosa che non riesco a capire: incuriosito sempre più dall’atteggiamento di quei due signori, ho tentato di avvicinarmi un po’ a loro per poter meglio afferrare le voci dei loro discorsi e loro, con mia grande sorpresa, hanno cessato di parlare finché io, tornato al punto in cui mi trovavo in precedenza, ho avuto modo di fargli capire che la situazione era tornata ad essere esattamente come quella di qualche minuto prima; sedendomi mi sono guardato intorno come a cercare una spiegazione negli sguardi di tutti quelli che sono qui a guardare ma non ho avuto altra opportunità se non quella di constatare che la mia è un’espressione comune a molti.

La stranezza della situazione è data dal fatto che, per quanto io non riesca a capire quale sia stata l’esigenza di quei signori che ha fatto si che io mi allontanassi da loro, per quanto ora io mi trovi ad una distanza che non mi permette di comprendere una sola frase per intero e nonostante che anche tutti gli altri si trovino nella mia identica condizione, tutti noi continuiamo ad osservare e a star con le orecchie tese nella speranza di poter almeno intuire il senso di qualche frase.

In una situazione come questa è inevitabile che prima o poi succeda qualcosa e quel qualcosa forse, sta accadendo proprio ora: ad un tratto, i due, hanno cominciato a gesticolare in modo più vivace e, a tratti, ad alzare il tono della loro voce tanto da far si che alcune parole risultano ora essere ben scandite e quindi comprensibili anche se il nesso delle frasi, continua ad essere tabù per tutti.

Giunti a ciò qualcuno ha rotto gli indugi e preso posizione in favore di uno o l’altro finché la situazione, nel suo evolversi, è giunta al punto in cui ognuno di quelli che prima erano semplici spettatori d’una scena a dir poco strana, ora (sentendosi più che mai coinvolti) sono divenuti protagonisti di animose discussioni che per tema principale hanno il compito di stabilire chi di quei due signori, nel caso stessero litigando, abbia ragione.

Tutto è cambiato.

Io comunque sono riuscito ad estraniarmi da questa bolgia.

Trovo sia stupido ed inutile rischiare anche di farsi male per due persone che si crede di conoscere per quel che si crede di aver sentito loro dire!

In realtà penso che quei due signori siano solo degli eccentrici e neanche tanto seri almeno a giudicare dal vestito di quell’incredibile rosso dell’uno e dai pantaloni a strisce bianche e rosse con quella pezza blu sul di dietro dell’altro …

 

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