Il triste Rugo

vecchi

Come ricordava ogni 2X3 il pur valido Cicerone, vivere non è poi così necessario; necessario è invece, e davvero, origliare. Origliare le chiacchiere altrui. E io, lo confesso, ho origliato. Oggi alla bocciofila della parrocchia di Sant’Atanasio è giorno triste. Il torneo interparrocchiale si approssima come la cataratta in autunno e al team di Sant’Atanasio proprio sul più bello viene meno il Rugo. Leggera ipertrofia prostatica ma tanto colesterolo “bbbono” a inondargli le arterie femorali, Raffaele Ostini detto Rugo, anni 76, vedovo, vescovo e martire, è per tutti il mago dell’accosto. Lui al boccino non si avvicina e basta. Dopo ogni suo tiro boccia e boccino riscoprono i gusti dell’adolescenziale e anfrattoso atto della pomiciata. Ebbene al Rugo l’accosto sarà un due mesi, sottolineano alla bocciofila, che non gli tira più. Ha perso di precisione, lucidità, freddezza. E di voglia, soprattutto. I saggi della compagnia del Santo Atanasio sanno, e bene, la ragione. Sono proprio un paio di mesi che l’Ostini Raffaele detto Rugo è diventato vedovo anche di badante. Teresa, generosa serba di Novi Sad, è dipartita, asfaltata da un minivan a uso agricolo durante una gita con amiche nella Valpolicella. Senza la compagnia di Teresa, Rugo è un uomo, un vecchio maestro dell’accosto, che s’è perso. Alla bocciofila la conversazione è serrata e frondosa. C’è chi propone l’intervento rapido di una mignotta; chi ipotizza l’espulsione di Rugo dal team per giusta causa. Qualcuno allude alla possibilità di introdurre nella dieta paraottuagenaria dell’Ostini qualche droga leggera. Tutti comunque ritengono necessario coinvolgere le femmine del quartiere, raccolte in comunità nel centro anziani dirimpetto. C’è malumore, agitazione, compassione. Origlio distintamente le loro emozioni. Sto nascosto dentro una fratta con mia figlia Vittoria che scalpita. I bocciofili intuiscono la mia presenza e mi ignorano. Qualcuno sorride a Vittoria, Mario scatarra e Fulvio s’accarezza le olive che gli penzolano sotto al cavallo. E’ tempo di decisioni a Sant’Atanasio. E’ tempo di riservatezza. I vecchi in fila indiana entrano dentro al capanno del campetto. C’è un torneo da vincere, c’è un Rugo da risollevare.

Simone

(per la foto, www.nextquotidiano.it)

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