Mondiali, la solitudine dei numeri 10

FBL-WC-2018-MATCH7-ARG-ISL

Sembra una maledizione. Un’altra competizione da vincere per dimostrare di essere il numero 1. Per sfatare il tabù di non aver mai vinto con la tua Nazionale. Per confutare i detrattori in patria, che ti rimproverano di non essere mai decisivo con l’Albiceleste. E poi, l’eterna sfida, quella contro il rivale di sempre, il Divo, il super-eroe della Marvel, il numero 7. Quello che nella partita di esordio ne fa tre ai tuoi amici-rivali della Roja, quello che segna il rigore mentre tu te lo fai parare e poi butta dentro la punizione a tre minuti dalla fine.

Maledetti rigori. Come due anni fa, quando mandasti alle stelle il penalty in finale di Coppa America contro il Cile; terza finale persa consecutivamente dopo la Confederations Cup e la Coppa del Mondo 2014. Un altro numero 10 mandò alle stelle il rigore decisivo, noi italiani ce lo ricordiamo bene, in finale col Brasile nell’inferno di Pasadena del ’94. Era il Divin Codino, fenomeno che in Nazionale non vinse niente. E mi ricordo la Selecao dell’82, forse la più forte di sempre, quella di Zico, Falcao, Cerezo, Junior e Socrates, mandata a casa dalla tripletta di Pablito e dalle scorribande sulla destra di Brunetto nostro. Eppure tutti ancora ci ricordiamo di quegli artisti del pallone.

Per non parlare del poeta che danzava sul rettangolo verde con il numero 14 stampato dietro la maglia Orange, ma 10 nell’anima, il regista a tutto campo che consegnò alla storia la formidabile Olanda del calcio totale, ma mise al collo solo due medaglie d’argento. Come Cruijff nemmeno Di Stefano, Eusebio, Rivera e Platini vinsero il Mondiale, non riuscendo ad essere annoverati nell’Olimpo dei numeri 10 saliti sul tetto del mondo: Meazza, Pelè, Maradona, Matthaus, Romario, Zidane, Ronaldo, Totti, Iniesta, per citare i più importanti.

Ma tu nell’élite del calcio mondiale di tutti i tempi già ci sei, anti-divo in mezzo alle stelle, folletto magico che scompare dal groviglio di muscoli patinati per ricomparire fragile, in mezzo alla gente comune, con le tue debolezze, su un campo fatto di dribbling e sudore, senza troppi tatuaggi e notti brave, modelle e champagne. Forse non vincerai il Mondiale, ma non lo vincerà nemmeno Cristiano (probabilmente)!!

Tu però non ti arrendere mai Leo, tu che conosci il dolore e hai saputo soffrire, continua a farci sognare ed emozionare. Sarai sempre La Pulce, nell’Olimpo dei numeri 10.

Skandiz

(per la foto, http://www.ilsecoloxix.it/p/speciali/2018/06/16/ACkmC2ZE-argentina_islanda_diretta.shtml)

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