Mondiali Russia 2018, ora tutti con Oscar

Tabarez

Mondiali brutti, belli, delle sorprese, delle big quasi tutte a casa, acchittati, Putinizzati, a tratti catenacciari, deludenti ma anche no.

Mondiali da Oscar, Óscar Washington Tabárez. Soprattutto. Settantuno anni, una gran parte passati alla guida della nazionale di calcio uruguaiana. A scoprire, inventare, proporre, ricomporre, intuire, sbagliare, amalgamare. Elegante, carismatico, silenzioso (almeno all’apparenza). Fuori dall’ordinario. Dolente, duro, potente, magico.

Un male incurabile, una passione indescrivibile. Per il calcio, per la sua terra, per la vita. Appoggiato a una gruccia, è ancora a bordo campo, Óscar Washington Tabárez.

Il suo Uruguay è ai quarti, quattro vittorie su quattro partite, finora. Più avanti… chissà.

La storia, comunque, è già scritta.

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