Prometto

Caro Profeta, fra pochi giorni mi sposo. Non te l’ho mai detto, neppure sussurrato. Ho sempre pensato fosse molto intimo. In realta lo è, ma è anche assai pubblico e questa è un’altra sua contraddizione che mi piace parecchio. Ci saranno un sacco di persone e a tutte vorrei spiegare perchè lo faccio. Però mi immagino emozionato, impacciato e, visto che già di norma uso mangiarmi le parole, forse è meglio affidare qui le mie promesse. Sono le risposte che ci ha chiesto l’officiante, sono le stesse che ho dato a Rossella.

Quando ho trovato in lei qualcosa che mi ha fatto innamorare?

Come ho interagito con le sue qualità e i suoi limiti?

Il quando è semplice e incompiuto. E’ iniziato una sera d’inverno e si ripete ogni giorno. Raccontare il quid che mi ha fatto innamorare di Rossella è più interessante, anche se  ingiusto. Non c’è un solo quid, ce ne sono un’infinità o, se vogliamo ridurlo e ricondurlo ad uno solo, allora è un quid sferico, in continua rotazione. Batti le palpebre e ti accorgi che ha cambiato lato e ognuno è più lucente e profondo del precedente. L’ho conosciuta una sera, luci basse di un pub a San Lorenzo attorno a un gioco di società, e da allora è diventata lei la mia luce. Movimenti, sguardi, espressioni, modo di parlare, valori, sentimenti, stile di vita. Prima di conoscerla sono stato gli ingredienti per una torta di compleanno appoggiati su un tavolo da cucina. Genuini, freschi, sani, ma incompleti. Lei è stata, ed è, l’impasto, le mani, il lievito, il calore e le decorazioni, tutto quello che è servito per rendermi torta, tutto quello di cui avevo bisogno per essere consapevole e partecipe della mia felicità e, arricchendomi a tal punto, anche di quella degli altri.

In Rossella si annidano qualità e limiti. Col passare dei giorni e con l’accrescere del nostro rapporto, ho imparato a sfogliarli e a sorprendermene. Amo le sue qualità perché riescono a limare i miei spigoli e perché riescono ad elevarmi, ma amo anche i suoi difetti perché la rendono umana, mai banale, non astratto ideale.  E’ nella sua imperfezione che risplende la perfezione.

Com’è maturata, dall’inizio fino ad oggi, la convinzione che fosse la donna della mia vita e quindi la decisione di sposarla?

Una vasca piena d’acqua. Ogni goccia un’emozione, una gioia, un progetto, una visione. Questa l’idea della donna della mia vita. Una visione, apparsa chissà quando, subito sparita per poi essere vagheggiata, inseguita. Nel corso degli anni la visione è sparita, dileguata, della vasca solo il fondo ricoperto da un velo di calcare. Poi è arrivata Rossella e la sua rugiada. Stilla dopo stilla ha iniziato a riempire quella vasca. La visione è diventata realtà. I contorni sfocati linee definite. Lentamente, ora dopo ora, il livello è continuato a salire. Un dì poi ha raggiunto il colmo, replicando l’immagine che avevo intravisto anni prima. E’ lì che ho capito di voler legare la mia vita a lei. Di dedicarmi completamente alla sua felicità e alla nostra futura famiglia. Quello di cui non mi ero reso conto è che l’acqua non si è fermata sul bordo, ha continuato a crescere, è fuoriuscita e continua a farlo. Ogni giorno.

Quali attese io nutro per il matrimonio e quale cammino io ritengo necessario per realizzarle?

 

Non seguo gli ammonimenti dei greci o dei saggi. Mi esalto e mi deprimo facilmente. Sono fatto così, magari male, però mi sento io. In questo Rossella è assai più brava e mi conquista ogni giorno. Io spingo un po’ in su o in giù, a seconda dell’umore o delle circostanze, e lei con un abbraccio spinge leggera dalla parte opposta. Non mi sento costretto, semplicemente aiutato mentre guido la vita.

Ricado nell’errore iniziale dunque (sarà che mentre scrivo Ross non c’è) e non posso che emozionarmi se penso al futuro insieme. Amore, rispetto, forza d’animo, aiuto, fedeltà, convivenza, partecipazione, impegno, dedizione, dolore, crisi e soluzioni. E ancora, gioco, fantasia, pannolini da cambiare, famiglia, casa dolce casa, viaggi, rinunce, fare la spesa, io non so stirare ma lavo i piatti, i biglietti sul frigo o sulla lavagnetta, ma per favore di quelle senza gesso, che mi dà fastidio alle mani, sì fin dai tempi della scuola. Queste le attese.

Il cammino oggi è solo un tracciato, un piccolo sentiero di montagna. Ci siamo arrivati avendo macinato già qualche bel chilometro, però adesso bisogna iniziare questo viottolo sconnesso. Non so dove ci porterà, sinceramente non lo voglio sapere, so però che tenderò sempre la mano per superare gli ostacoli, soprattutto so che riceverò sempre la sua per superare i mie.
Che cosa mi è piaciuto delle letture bibliche scelte per la Messa nuziale?

La scelta delle letture per la Messa è stato un passaggio importante, la conferma di viaggiare all’unisono e di puntare ad un obiettivo comune, pur partendo da strada separate. Lette prima separatamente, insieme abbiamo scoperto di aver scelto tre identici passi. Ed è stato bellissimo.

L’affresco tratto dal Cantico dei Cantici è una sapiente summa d’Amore. In poche righe sono condensati l’attesa, le emozioni, la gioia, la devozione, l’implicito promettersi. Nella mia interpretazione, poi, come lo sposo cerca la sposa, così la sposa cerca lo sposo. Non ci sono piani differenti, si è allo stesso livello e, insieme, si cerca di salire, si può cadere e si tenta di nuovo di alzarsi.

Il capitolo della prima lettera ai Corinzi è uno dei più profondi e sensati insegnamenti mai letti. Mi spinge a insistere su qualcosa in cui credo profondamente, l’amore per il prossimo. Nulla è più gratificante di un gesto o di una parola caritatevoli. A volte non me ne ricordo, ma quando capita mi sento in pace con me stesso. E questa pace vorrei trasmetterla ai miei figli.

Il brano dal Vangelo di Matteo lo considero un augurio da fare a Rossella e me. Anch’io farò di tutto perché la nostra casa sia un luogo sicuro, inattaccabile. La malta sarà il sentimento che provo verso la donna che sto per sposare. Con lei vorrò costruire un piccolo castello, un po’ come quelli all’interno delle sfere di vetro con la neve. Li puoi rovesciare, li puoi ricoprire di neve o scuotere per far liberarli dalla neve, li puoi perfino capovolgere, ma loro saranno sempre lì, placidi, sereni, pronti a strappare un accenno di sorriso, e per quanto piccoli, inseparabili.

Quali sono i nostri ringraziamenti e auguri agli invitati presenti al Santo Rito?

Le persone che saranno presenti nella Basilica assieme a noi sono le persone che mi hanno reso quello che sono. Sono quelle che hanno partecipato alla mia formazione. Chi con le sfumature, chi con i pastelli, chi con i colori a vernice, e chi alternandoli e usandoli tutti. Non mi va di fare un elenco o assegnare posizioni, rischierei di cadere nella retorica probabilmente, però mi va di ringraziarli tutti, per avermi accompagnato e sostenuto fino alla navata principale. Mutuando un po’ l’immagine di Vico, sono un nano sulle spalle dei giganti che siederanno fra i banchi. Senza scendere però voglio trasformarmi in gigante e allargare le spalle per accogliere chi vuole esser nano.

lp

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3 pensieri su “Prometto

  1. E’ degna del Cantico dei Cantici… Spero di trovare presto lo stesso Amore che nutri per la donna della tua vita… Ti abbraccio
    And

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