A Scilipoti la slovena non gli piace, perché è mignotta (cit.)

Di Scilipoti adoro una cosa sola: l’imitazione che ne fa Corrado Guzzanti in “Aniene”. Non si vede fisicamente, anche se materiale per lo sfottò ce ne sarebbe, eccome.
È solo una vocetta petulante che chiede ogni cosa che sente e parla di sé in terza persona. Il tormentone è “Anche Scilipoti vuole…”

Mia nonna direbbe “Veder cacare, venir la voglia”.

Domenico Scilipoti, ginecologo e agopuntore, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel 1957, è professore convitato all’università del Paranà e di Salvador De Bahia: insomma, quel che non si definirebbe un luminare, viste le sedi di esercizio della professione.
Che poi, a leggere la sua biografia, ha esercitato ben poco, visto che pascola nel sottobosco della politica dal 1983.
Carriera folgorante, consigliere comunale (“brevemente”, come si fa a essere consigliere comunale “brevemente”? nessun riferimento alla sua statura, immagino), poi ci prova con l’Italia dei Valori al Senato, dove non viene eletto, mentre ce la fa in questa legislatura, con le liste bloccate, alla Camera.

Nel mezzo, un paio di pendenze con la giustizia che di questi tempi, se non ce l’hai, sei proprio un poveraccio.

Ben presto però, la deriva a sinistra su temi etici (etici, no dico, vi rendete conto?) del suo partito lo indispone.
Indisposizione che si fa più forte con l’avvicinarsi della mozione di sfiducia al governo Berlusconi dello scorso 14 dicembre, quando il nostro molla l’IdV e fonda, con altri due patrioti, il Movimento di Responsabilità Nazionale.

Stiamo messi male, se i responsabili in parlamento sono 3 su quasi mille.

Tant’è.

Scilipoti regala perle ineguagliabili, libri (ben 8, di cui 5 tradotti in portoghese, e mecoj… scusate se è poco), dichiarazioni su Standard & Poor’s, un sito ufficiale con inno del partito in sottofondo (“Un solo cuore, un’unica idea”… sull’unica idea siamo tutti d’accordo, è un’idea di quelle che si stampano su carta filigranata), una biografia dal titolo “Il re dei peones”, una dichiarazione di intenti come “Esistono forme di coraggio e una di queste consiste nel saper dire la verità quando gli uomini non l’ascoltano”, interviste al limite del paradossale. L’ultima, sull’assenza dei responsabili al voto di ieri che ha fatto andare sotto il governo, recita testuale: “C’erano rischi? Potevano farmi una telefonatina”.

Pure -ina, limortacci.

Giuro, volevo essere sarcastica di mio. Cronaca – Stesa 1 a 0.

cfr. http://www.youtube.com/watch?v=1WG6594XVS8

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2 pensieri su “A Scilipoti la slovena non gli piace, perché è mignotta (cit.)

  1. No, vabbè, lo spammo al mondo intero. Un post brillante.

    “sull’unica idea siamo tutti d’accordo, è un’idea di quelle che si stampano su carta filigranata” è la frase più bella.

    Tra l’altro, a proposito di traditori, posso dire che almeno Giuda fu più coerente di costoro e si suicidò? E 30 denari, al cambio attuale, a quanti euro corrispondono?

    AEL

  2. beh, AEL, anche sull’unico cuore un commento mi viene. è la realtà del partito, un UNICO cuore, nel senso che è proprio uno di numero.
    grazie, come sempre, per la stima.
    e per quanto riguarda giuda, secondo me quell’uomo un’etica ce l’aveva.

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