Uccido

Ho ucciso il tempo facendo un cambio di stagione finto, in un armadio immenso che ormai è solo mio;

uccido il mio sorriso entrando a lavoro in questo periodo, m’è presa così, la solitudine mi schiaccia;

ucciderei tutti gli automobilisti che non mettono la freccia, perché rischiano di uccidermi, ma non in senso metaforico;

io uccido i miei ricordi, a volte. A volte invece ne vivo. E non so cos’è peggio;

sto uccidendo la mia famiglia, non  l’ho mai trascurata così tanto;

non riuscirò mai ad uccidere gli occhi azzurri che ho venerato per tanto tempo, perché ancora oggi ma mi fa male sentirne parlare così da altri;

ho ucciso una coppia che non è più coppia, ma l’ho rivista in una laguna meravigliosa. E’ curioso che ora voglia bene a due individui ben distinti, quando ci frequentavamo sempre in 4…

si uccidono le coppie ma nascono individui, quindi. Bello, me lo annoto;

uccido le amicizie, in questo periodo. Ho imperlato gaffes, ho ricevuto una battuta che mi è rimasta tra le rughe degli occhi (ma, parlandone, è scesa tra quelle del sorriso), allontano incontri;

devo lasciare che uccida il suo dolore, l’amica che assapora quello che io ho esperito in primavera. Però provo a rubarle un sorriso, dicendole che i pantaloni che ho acquistato con lei  solo 3 giorni fa mi sono entrati a fatica stamattina dopo 2 giorni di trasferta toscana;

sì, ho ucciso una bistecca di mammut o comunque mezza popolazione suina e bovina della maremma, e ne sono fiera;

sì, ho ucciso le mie velleità di spacciarmi per una taglia che non è la mia, e non ne sono fiera;

in ufficio ucciderei me stessa, magari rivolgendo lo sguardo fuori, e invece oggi devo uccidere chi mi chiedeva ‘come stai?’, ma io alle regole ci sto – sempre, cazzo, è ‘na vita che so’ ‘na brava ragazza e sarebbe pure ora che smettessi – e quindi ucciderò con l’arma che so usare meglio, la parola;

ucciderei i miei maglioni grigi, i pantaloni grigi, la camicia scura, i capelli grigi, la giacca nera… e comunque quando esco da qui io mi vesto di rosso;

ieri ho ucciso la paura rivedendo per la prima volta Criminal Minds, che era roba sua;

mi si è ucciso un dente, spezzandosi, e un ginocchio, sbucciandosi… vabbè poi se evitassi di rovinare in terra in maniera patetica, ecco, forse un aiutino me lo darei;

posso dire che ucciderei Halloween? Per carità, io ho rubato un cappello da strega ad una bimba di 5 anni per farmi una foto, però gli Americani già ci hanno contaminato coi film, la lingua e il cibo (sì, sì, mo’ fate tutti quelli che “io da MacDonald’s non ci vado maaaaai”), ma ora dovevano ingerire in questo nostro vecchio continente pure con le festività?

quando mi sveglio Braveheart, voglio uccidere tutti, ed è sbagliato;

quando mi sento Don Abbondio, vorrei uccidere me stessa, ma è nuovamente sbagliato;

lo uccido perché non gli dico tutta la verità, e lo sa;

mi uccide quando non mi racconta tutto, e lo so;

e poi ho deciso che ucciderò il mio nuovo corso del 2011, prenotando un viaggio diverso dal solito.

 

Anna Eva Laertici

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2 pensieri su “Uccido

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