Il Direttore delle Risorse Umane – cap. II

[per la prima parte, cliccare qui]

Dario Bianchi è Direttore delle Risorse Umane.

Ci sono volte, tornando in macchina a casa, che pensa a quello che gli capita a lavoro. Oppure ci sono sere come queste, in cui i suoi pensieri sono volti alla propria vita privata.
Stasera è a casa, Dario Bianchi, anzi, il dottor Dario Bianchi, quello che quando passa nel corridoio si sente battute e risatine dietro. E coltellate, ma delle coltellate non ne ha paura. Uccide molto di più un’insopportabile e vigliacca freddura.

Il Direttore delle Risorse Umane mentre prepara la cena per sé solo, la sera davanti ai fornelli, ripensa al rumore dei suoi tacchi nei corridoi dell’Azienda.

E si concede tre riflessioni, tanto la carne la vuole un po’ bruciacchiata e ha tempo per pensare; e allora scivola nella sua vita personale, certo, ma rispetto alla professione che svolge…

  1. Da quando è single (come si dice quando hai toppato una storia? Quando hai tragicamente concluso una relazione su cui puntavi tantissimo? Scapolo? Zitello? No, dài, ‘single’ fa più fico…) ecco, da quando è ‘tornato sulla piazza’, beh, che il mondo si stupisca pure, ma Dario Bianchi rimorchia. Ha avuto storielle questi mesi, perché no. Però dopo succede sempre l’inevitabile. Quando la relazione inizia ad avere un sapore di un qualcosa che va oltre la notte e lo sguardo accattivante, quando la persona risulta anche interessante per quello che dice e non solo per i pezzi di carne che mostra… beh, scatta la domanda: “Ehi, Dario, ma tu che lavoro fai?”
    Le prime volte rispondeva tronfio. “Sono il Direttore delle Risorse Umane”.
    Panico, dall’altra parte. Voce tremula e seguente interrogativo: “Oh, no, e quindi ora mi stai facendo una specie di colloquio? … e come sto andando?”
    Mah.
    Ora ha imparato, Dario Bianchi. Il dottor Dario Bianchi delle Risorse Umane risponde che lavora in una softwarehouse. Poi se la storia andrà avanti dirà la sua mansione. Se durerà una sola notte, beh, si è già spacciato un paio di volte come analista programmatore…
  2. Il mercato vomita crisi e paura, in questa nostra Italia del 2011. E la carne si cuoce ancora un po’, mentre Dario constata che c’è un altro aspetto fastidioso della propria sfera privata nell’essere Direttore delle Risorse Umane. Gli amici, i conoscenti, i parenti cercano aiuto. Inviano curricula. I più svariati. Per lui. Per lui che non può fare molto. L’Azienda deve tutelare chi è già dentro. E lui non può permettersi di inserire nell’organico persone che nulla hanno a che fare con i profili richiesti dalla Società per cui lavora.
    Sì, Dario Bianchi è Direttore delle Risorse Umane, ma non può tutto ed ha persino un’etica.
  3. Gioca a tennis, che è un po’ uno sport da Direttore delle Risorse Umane. Dài, un capo del personale non ce lo immaginiamo in bermuda e maglia della squadra del cuore che sbraita con altri 9 maschiadolescentiquarantenni mentre provare col fiatone ad insaccare una palla in rete. Però pantaloncini bianchi, racchetta e polo, è una mise niente male per un Direttore delle Risorse Umane. E quindi si è iscritto a tennis. Arriva al campo. Ha un nuovo compagno con cui scambia due battute (intese come frasi) sul tempo e sulla politica. Poi scambia due battute (intese come colpo iniziale di partita) e prova a misurarsi con se stesso. Il suo avversario tira un violento dritto dalla parte opposta a dove era lui, ma fa finta d’aver fatto un tiro normale e quindi continua la conversazione urlata: “E che mestiere fai tu, Dario?”.
    Corre Dario, recupera la palla e replica con un lungolinea, prega che vada dall’altra parte… e risponde, distratto, con la verità:“Sono Direttore delle Risorse Umane”.
    La palla sfiora la rete, la rallenta e… plif. Cade dall’altra parte, sul campo avversario.
    Dario sorride. Si chiede “scusa”, in questi casi. Sta per farlo, ma il suo avversario lo ferma prima:
    “Ah, ecco perché sei così stronzo.”

Ora basta, però, la carne è quasi carbonizzata.
Basta pensare. Accendiamo la tv e lobotomizziamoci.
Dario Bianchi è il Direttore delle Risorse Umane.
Brucia la carne e si scorda di tirare fuori il pane dal freezer.
Vede tanta gente durante il giorno. E poi cena solo.

 

 

Anna Eva Laertici

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2 pensieri su “Il Direttore delle Risorse Umane – cap. II

  1. Ciao ‘Anonimo… che è meglio’ (sì, la firma è geniale e mi ha strappato un sorriso), ora però mi hai indotta in curiosità.
    E’ già il tuo secondo commento, sempre ai miei post.
    E’ evidente che mi conosci e se addirittura ti lanci in un abbraccio sono ancora più invitata a sapere chi sia tu.
    Credo che tu abbia modo di contattarmi in altri media che non siano il blog: ti invito a farlo.

    Ricambio, comunque, l’abbraccio, perché in un mondo di quotidiani atti violenti un gesto così cortese ed amicale non si nega a nessuno.

    Anna Eva Laertici

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