Nel cervello i criceti dopati

Post nato in un sabato sera teneramente in compagnia di:

  1. criceti dopati, ubicati nel mio cervello;
  2. petto di pollo rigorosamente cotto sulla piastra e non condito, altrimenti noto come ‘sensi di colpa a bestia da accumulo di grassi prenatalizi’;
  3. concerto unplugged del Principe De Gregori, gentilmente offerto dal profeta Tommaso (grazie, ci stava);
  4. doccia calda e crema da spalmare, mentre il mac cura il suo backup. Poi in un momento di distrazione ho messo la crema corpo anche sulla trackpad del mac (porc…);
  5. dubbi laceranti (sono adulta e responsabile o un’adolescente patetica?) e dibattito sul tema ‘fiducia’.

Il dibattito è nato tra me e me. E i petti di pollo.
Ma si può perdere la fiducia in qualcuno e dopo riaverla e poi riperderla, etc. etc.?
Cioè, la fiducia come funziona? Io ho ipotizzato tre diverse strade:

  • Fiducia “CCNL”: deviazione da HR specialist, lo so, ma qui ho immaginato che la fiducia che si ripone in qualcuno possa solo salire. Come gli aumenti di livello nei percorsi carrieristici nelle aziende. Nessun demansionamento previsto e men che mai nessun ridimensionamento della retribuzione. La fiducia cresce, cresce, cresce, assume sempre più importanza.
  • Fiducia “Videogame”: si acquista uccidendo i mostri del quadro finale, oppure mangiando i cattivi per prendere altri punti. In questo modo si può avere diritto ad un bonus di una vita in più, ma bisogna aver superato tutti gli ostacoli!!! Vai, e torna vincitore! … Però, una volta che si cade, si cade. Game Over. C’è poco altro da aggiungere: è game over, e basta.
  • Fiducia “Fisarmonica”: la fiducia si dà piano piano, poi può esistere una perdita della stessa, brusca, veloce, o magari lentissima, ma la fiducia può riprendersi e aumentare ed arrivare a livelli in cui prima non era, ancora più su, ancora più in alto e… sbam, ricrollare in basso, assottigliarsi, perdere smalto, tono, vivacità; però ancora una volta poi… Ecco, questa è l’ipotesi più sconfortante. Mi dà una sensazione di cattivo equilibrio, è ingestibile. Che, per me, è l’aggettivo peggiore che esista.

Tutto ciò per dire che io sono fatta così, chissà se è un bene o un male: se perdo verso qualcuno un pizzico di fiducia, è vero che credo sempre che potrà riconquistarla, ma purtroppo ho buona memoria.

 

Anna Eva Laertici

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2 pensieri su “Nel cervello i criceti dopati

  1. c’è anche una fiducia seme:
    si pianta possibilmente in un buon terreno, ma si deve coltivare e poi innaffiare con un po’ di speranza!

    MB

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