il pappone di un parolaio

Endecasillabi concatenati, trimestoli giambici, saffici, dionisiaci, mondani e mondati

Mi appresto a fare presto del resto non so se resta tempo per la cresta sul resto o cio’ che resta

A volte più che un padre, un compagno, un empatico tripla A, vorrei essere un cugino alla lontana.. Meno preoccupazioni, dubbi, febbri, fronti aperti

Una cugina alla lontana, tutta tana sotto la sottana di lana perche’ suina e’ bello ma solo se anche sana

Vorrei chiedere scusa al mio professore di matematica del liceo e, sempre del liceo, vorrei celebrare il bidello non ricordo il nome, appassionato di Ligabue e gran scopatore nel laboratorio di chimica, durante le occupazioni, uomo-meraviglia

Vorrei la costanza del terzino, un prosecco senza frutta a guarnire, dormire nove ore filate, fare tappa a Guimaraes, cenare con Tizio e Caio maltrattando a buffo quello stronzo di Sempronio.

Vorrei pisciare, che ho Edo che mi pigia sulla vescica da due ore

Vorrei fare il sombrero al pizzicarolo ogni volta che fa ‘lascio?’ e
schiaffeggiare chi ‘co’ ‘ste giornate non sai proprio cosa metterti’

Voglio tatuarmi novanta citazioni e la ricetta della sbriciolona di nonna

Un bidello un poco porcello maestro nel menare il mattarello del laboratorio di chimica il menestrello

bardo erotico nel mio liceo atipico

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