Pariamola

Vedo che tutti a gran voce, spinti dall’ondata emotiva del terremoto in Emilia, stanno chiedendo alle Istituzioni di rinunciare alla parata militare del 2 giugno e di devolvere le ingenti spese a favore delle popolazioni colpite dalla tragedia del sisma.

Ok, lo dico subito: io sono d’accordo.
Ma sono anche perfettamente cosciente che oggi, 30 maggio, quei soldi so’ già belli che spesi. Quindi si può avanzare una proposta del genere coscienti del fatto che è più un gesto simbolico, di discrezione e riflessione dello Stato davanti ai migliai di cittadini in difficoltà, che un aiuto concreto per i nostri fratelli del nord.

Ciò detto, mi lancio e metto per iscritto perché a me non è servito il 2012 per trovare ridicola e patetica la suddetta parata.

Io sono contraria a che venga fatta:

  1. Non tanto perché non credo che una parata militare sia la corretta rappresentazione di una Repubblica democratica. Da bimba, sarà che ero orgogliosamente figlia di una professoressa, mi sono sempre chiesta perché non sfilasse pure la mia mamma. In fin dei conti anche lei era una dipendente statale e serviva l’Italia costruendo le teste dei futuri concittadini. E perché non sfilavano anche i medici, o i tizi che pulivano le strade con le ramazze in autunno. E perché anche un impiegato del privato come il mio papà non sfilasse. Ma ero bambina, e i bambini si sa, le cose dei grandi non le capiscono.
  2. Non tanto perché mi sembra comunque una vecchia e orrida vestigia del ventennio fascista. Vabbè, capirai, fosse solo questo il souvenir di Mussolini in Italia. Tra leggi ancora applicate e ideologie mal celate, il fascismo è attualissimo. Per carità, le parate le organizzano anche dove non hanno conosciuto dittature, però mi chiedo se sia una furbata farla in un Paese che il regime l’ha toccato con mano per tanti anni e ne è uscito così recentemente…
  3. Non tanto perché ancor più che fascista, mi sembra l’ennesimo epifenomeno della fallocrazia in cui versa questo Stato. E che palle (per restare in tema di organi maschili). Non si può fare a meno di questa noiosa, inutile e soprattutto patetica gara a chi ce l’ha più lungo (l’esercito)?
  4. Non tanto perché ora tutti penserete che sono un’antimilitarista in generale. Però sì, ogni tanto mi piace sognare (nonostante il tempo che passa, continuo ad essere la bimba di cui sopra, forse) e chiedermi che senso abbia, nel 2012, in un Paese europeo, avere ancora un esercito proprio. Rischiamo d’essere invasi? Direi che è anacronistico. Ci dobbiamo difendere? Ma per le tragedie che vedo all’orizzonte, anziché cecchini e bombaroli, forse dovremmo assumere esperti di economia e finanza.
  5. Non tanto perché ritengo la via in cui si sceglie di far sfilare la parata militare semplicemente la strada più bella del mondo. “Senza se e senza ma”, come va di moda dire adesso. Via dei Fori Imperiali, mettetelo tutti a verbale, è la strada più bella del mondo. Punto. Non si accettano obiezioni. Si accettano, invece, grandi perplessità a far avanzare mezzi blindati, pesanti e distruttivi, su capolavori millenari che certo non si aspettavano di dover subire le scosse di questa ridondante manifestazione di forza.
  6. Non tanto perché, vorrei aggiungere en passant, per noi abitanti di Roma (e persino di San Giovanni, quand’ero giovane) è un simpatico caos primigenio subire il centro bloccato, gli elicotteri sulla testa e via fino al rombo delle frecce tricolori che fa sussultare uomini e tremare vetri.
  7. Non tanto perché è un fottutissimo spreco di soldi pubblici.
    Avete visto? L’ho messo in coda. Sennò poi si dice che sono attaccata al vil denaro. Ma dico io, in un momento di crisi economica mondiale, in un Paese che versa in immense difficoltà e che ora tra terremoti, alluvioni e casini vari sta ancora più in ginocchio, c’è bisogno di questo sperpero?
  8. Non tanto perché il suddetto spreco di soldi coinvolge anche le stesse forze che sfilano. E’ mai possibile che il mese scorso io abbia presentato una denuncia per furto in un commissariato e mi sia sentita dire: “Signora, le faccio solo una copia che qui non abbiamo più nemmeno la carta per stampare”? E che io senta parlare di pattuglie dei carabinieri ferme perché non hanno i soldi per comprare la benzina? Ma signori miei che ci governate, dateli alle nostre forze dell’ordine i soldi che usate per fargli invece fare “zumpapà alè alè” ai Fori!
    O preferite fare leggi e leggine per ostacolare sempre di più le loro indagini, il loro lavoro (vedi intercettazioni) e poi li fate sfilare per prenderli, e prenderci, in giro?

 

Ma più che altro perché

tutte le motivazioni di sopra le ho sommate. Da anni.

E mo’?
Mo’ basta.

 

 

Anna Eva Laertici

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8 pensieri su “Pariamola

    1. Mario, plaudo alle critiche (quasi) quanto ai complimenti.
      Beh, quasi. Non esageriamo… 😉
      Però una parola in più me la devi concedere.
      Poiché “demagogica” è concetto che non mi è simpatico, ti chiedo: in cosa sono stata demagogica?
      1. Nell’affermare che non mi piace che la Repubblica sia rappresentata solo da militari? Ricordo che il 2 giugno non è la festa delle forze armate, che esiste ed è a novembre.
      2. Se dico che le parate mi ricordano i regimi? Faccio pubblica ammenda: ho studiato troppa storia. E le immagini delle truppe naziste sotto l’arco di trionfo a Parigi mi tornano facilmente in testa…
      3. Nel dire che in un Paese maschilista come l’Italia (dato di fatto oggettivo), la parata mi pare un stupido eccesso di dimostrazione di forza bruta? E’ un mio parere. Cos’ha di demagogico?
      4. Nel dire che non amo pensare agli eserciti, ancora in quest’epoca, ancora in questa parte del mondo? Se trovi qui la demagogia, io ti rispondo che è un sogno, il mio. Quello in cui chi vuole darsi al Paese può farlo lavorando nella Protezione Civile, o nei nostri Beni Culturali, o negli ospedali. Il verbo “sognare”, che infatti ho usato, posso farlo pesare? So cos’è la realtà, ma sorrido ai miei sogni. E qualche volta li espongo.
      5. Nel definire Roma la città più bella del mondo? Ops, su questo punto sono poco democratica! E che i mezzi blindati massacrino con le loro vibrazioni il mio buon Colosseo, non lo dico io, ma gli esperti. Frecce tricolori e carri armati non possono sfilare nelle caserme? Perché via dei Fori imperiali e non Pratica di mare, ad esempio?
      6. Nel dire che intasano il Centro? Ok, è vero, questa è demagogica. Ma l’inutilità della parata la trovo anche in queste piccole cose. E poi, che sia una motivazione marginale l’ho detto. “En passant”.
      7. Spreco di soldi. Totale sperpero. Spreco, spreco, spreco. Lo ridico, eh. Spreco. Inutile. … E’ demagogico dirlo? No. L’opinione è condivisa da molti: una manifestazione che evidentemente non è più sentita dalla maggioranza degli Italiani e che costa un fottìo di soldi è uno spreco di denaro. Denaro pubblico, che potrebbe essere utilizzato in mille modi diversi. Utili, per esempio.
      8. Come darli a chi deve tutelare la nostra tranquillità. Magari fermando criminali, indagando chi si pone fuori dalle leggi…
      Demagogico?
      Ma come diceva quel grande demagogo di Martin Luther King:
      I have a dream.

      Oppure era Celentano? 😉

      Un abbraccio,
      Anna Eva Laertici

      PS. Oh, e poi a me l’ultima canzone con Jova, Battiato e Sangiorgi, mi piace pureee! Uffaaaaa!

  1. AEV, sono d’accordo sulla somma delle motivazioni contrarie alla sfilata (e quindi con te contrario alla sfilata) meno la numero 5. Cioè ne propongo una riformulazione.

    Vado un po’ fuori tema, ma non troppo.

    Via dei Fori Imperiali è in una delle zone più belle della più bella città del mondo, ma non riesco a considerarla la strada più bella del mondo. È una strada che nasce dalla distruzione e dalla violenza.

    L’ipocrisia l’ha ribattezzata Via dei Fori Imperiali, ma era la via dell’Impero. Voluta dalla retorica di morte fascista. Doveva collegare simbolicamente e visivamente Palazzo Venezia e il Colosseo. “Impero” presente e impero passato. Per realizzare quella ignobile spianata di asfalto si è devastato irrimediabilmente – con perdite storiche e archeologiche immense e irreparabili – un intero quartiere con inestimabili testimonianze medievali e rinascimentali. Così come via della Conciliazione, ferita ancora oggi aperta per celebrare il concordato cattofascista e per la quale si sventrò l’ultima parte tutta medievale del centro. O Piazza Augusto Imperatore – mia nonna mi raccontava ancora di quando andava ai concerti all’Augusteo prima dei picconi fascisti. O la zona intorno al teatro di Marcello. E tanto altro, purtroppo. Roma sventrata dalla retorica fascista.

    Via dell’Impero, per far sfilare le armate di cartapesta del pagliaccio mascelluto su un inverosimile tratto di autostrada a sei corsie, trapiantato su duemilacinquecento anni di storia, che violentò e annientò l’intrico di vicoli, palazzi, torri, conventi e chiese (qui per farsi un’idea: http://heritage-key.com/rome/dei-fori-imperiali-mussolinis-fascist-route-through-rome). Senza considerare le decine di famiglie costrette allo sgombero.

    Quindi, per riformulare, è ancora più grave che la sfilata del 2 giugno si faccia su quella via – espressione di una topografia antistorica e devastatrice. Festeggiare la nostra repubblica con militari che sfilano, letteralmente, sulle macerie. Sulle stesse macerie sulle quali si svolse nel 1938, in onore dell’invasato imbrattatele austriaco in visita, quella lugubre parata dei nostri soldati dai fucili di legno, che da lì a poco sarebbero stati mandati a morire ammazzati proprio in nome di quell’assurdo e inesistente impero.

    Far sfilare i nostri militari a Via dei Fori Imperiali è uno scandalo. Si può discutere sul senso di una parata militare, forse. Ma non a Via dell’Impero. Così come si può discutere, come si fa da anni, sull’opportunità di lasciare quell’autostrada a sei corsie nel centro di Roma. Io sono con chi pensa che avrebbe più senso, almeno, scavare le parti di foro coperte dall’asfalto e realizzare un unica zona archeologica. Ma lasciamola agli storici, agli archeologi, ai romani e a chi ama Roma. Non ai militari.

    Tommaso

    1. Tommaso,
      la storia della via la conosco bene e anche il suo nome (mia nonna, a dire il vero, la chiamava ancora così). E’ evidente che vi siano scorci di Roma che prediligo, e persino molto poco noti. Figurati, Roma l’ho studiata per amore e per dovere: approfondirne la storia e i suoi angoli è stato finanche oggetto dei miei studi universitari, tesi compresa.
      Volevo intendere, con il celeberrimo punto 5, che lo spazio in cui si muovono i mezzi è uno spazio importante dal punto di vista archeologico, che andrebbe tutelato. Figurati, come sai, adoro la bici: se si potesse io relegherei via dei Fori imperiali solo al traffico ciclabile!
      Cmq, ancora una volta, sono d’accordissimo con tutto quello che dici.

      AEL

  2. Scusa se insisto, ma non è così anormale che una festa nazionale si celebri con tutti i poteri dello stato e una bella sfilata e, pensa tu, la bandiera.
    Succede in Francia il 14 luglio, in altri paesi d’Europa e financo in Spagna il 12 ottobre!
    La cosa anormale, ne prendo atto, è che ciò possa avvenire in Italia soprattutto dopo dei momenti difficili.
    Che Roma sia la città più bella del mondo non l’ho mai messo in dubbio, qualche dubbio ce l’ho sul primato di via dei Fori.

  3. no infatti, c’è il Presidente della Repubblica, ci sono i Presidenti di Camera e Senato, i Ministri… la sfilata è preceduta dal deposito della corona al Milite Ignoto, poi sfila l’Esercito (da un po’ non solo maschietti esibizionisti), altre forze dello Stato militari e civili (con maschietti e femminucce) e poi… il Quirinale apre i giardini financo al Popolo… e c’è la Bandiera… è una liturgia, laica, ma con tutti i canoni e… pure i cannoni.

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