Zigulì

Ti stimo,
sconosciuto signore in farmacia che senza traccheggiare hai platealmente saltato la fila di persone, sei arrivato alle casse e hai afferrato una confezione di preservativi per poi ricosteggiare la fila numerosa e porti in coda.

Ti stimo,
perché hai continuato a palleggiare sovrappensiero la scatoletta da una mano all’altra, incurante del fatto che noi tutti potessimo leggere sulla confezione quel “ritardanti” che di norma non è così serenamente dichiarato dai maschietti.

Ti stimo,
perché io stavo vergognandomi di comprare una crema corpo per la psoriasi. In un attimo mi hai fatto notare quanto potessi essere idiota nell’imbarazzarmi in quell’acquisto.

Ti stimo,
perché io i preservativi li avrei comprati sommergendoli sotto una quantità di scatole di Zigulì, appena sufficiente al fabbisogno umano giornaliero, ed il pacchettino sarebbe stato invisibile in mezzo alle caramelline zuccherose anni ’80 dagli improbabili slogan pubblicitari.
(oddio, ma voi ve li ricordate le pubblicità su Topolino? “Limone, e sei in gita col gommone”, “Fragola, e vivi in una favola”, “Amarena, e sfidi il toro nell’arena” e quello più odioso, perché c’era un bambino sfigatissimo a dirlo, “Liquirizia, e ti cresce la furbizia”?)
(ho avuto un’infanzia difficile, perdonatemi)

Ma soprattutto ti stimo,
perché quando hai sentito il camion dell’immondizia fuori dalla farmacia, sei corso in strada con i preservativi in mano, terrorizzato che la tua macchina in doppia fila fermasse le attività degli operatori dell’AMA e così facendo hai fatto suonare il controllo elettronico antifurto posto all’entrata della farmacia. Hai creato il gelo nel negozio. E non hai dato il tempo alle farmaciste di uscire a cercarti, perché sei rientrato subito, brandendo il pacchettino verde e urlando:
“Dottorè, sposto la macchina e torno, questi li poggio ‘n’attimo qui, vicino alle pappette pe i ragazzini!”.

Ti auguro 6 rapporti fantastici, perché sei un grande.
A me auguro di ritrovare le Zigulì all’amarena: ché ora m’è venuta nostalgia dei fottuti anni ’80.

 

Anna Eva Laertici

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