Non ho paura di morire

Io non ho paura di morire. Ho la fobia di sopravvivere. Di sopravvivere a quei due (prima tre) pilastri che rendono la mia vita così perfetta giorno dopo giorno. Fobia di convivere con la consapevolezza che non ci sono più. Com’è successo recentemente, quando se ne è andato il mio papà, il mio principe azzurro, l’uomo che ho amato, che amo e che amerò di più per tutta la vita (non me ne voglia il mio ragazzo), a parte forse un eventuale-ipotetico figlio. “Siamo una cosa sola, io e te”, mi diceva sempre, e adesso che quella cosa è sola per davvero, i raggi del sole che si abbattono sul mio viso la mattina somigliano tanto a dei colpi di mannaia sul cuore.

Proprio per questo, pensando al 21 dicembre e alla fine del mondo, l’unica cosa che mi viene in mente è “chissenefrega!”. Perché, tutto sommato, le possibili opzioni per il futuro sono due:

–       se esiste l’aldilà: me la godrò in Paradiso o soffrirò all’Inferno. In ogni caso, il mio futuro “ultraterreno” è già scritto, del resto in 6 giorni non si possono “aggiustare” 32 anni di vita (certe cose le fa solo Dio): il dado è tratto!

–       se non esiste l’aldilà: la luce si spegnerà e non me ne accorgerò, quindi perché preoccuparsi?

 

Prima dell’inizio del countdown, però, sento la necessità di lasciare scritto per chi mi ha amato, per chi mi conosce e per chi non potrà mai farlo, come vorrei essere ricordata:

  1. Come una persona buona, ma non stronza. Lo so, sono aggettivi opinabili, ma tant’è.
  2. Come una donna di carattere, ma non con le palle: quelle le lascio volentieri agli uomini!
  3. Come una figlia amorevole. In questo caso non accetto obiezioni.
  4. Come una compagna giusta. E per “giusta”, intendo giusta solo per il mio lui.
  5. Come una che non si è mai montata la testa (altrimenti avrei superato di gran lunga il mio scarso metro e sessanta!)
  6. Come una Gpg, perché uno dei periodi più belli della mia vita personale e il periodo più appagante dal punto di vista professionale li ho condivisi con quegli amici, in quel progetto.
  7. Come una gattofila, perché “i gatti sono in grado di sostenere lo sguardo di un re”.
  8. Come un ex martello (anche se poi facevo più spesso il libero).
  9. Come una divoratrice di libri.
  10. Per farla breve, come una persona normale che ha sempre fatto del suo meglio per essere felice e per rendere felici tutti quelli a cui ha voluto bene.

 

Pensandoci, basta anche solo il punto 10. Grazie.

 

Firmato

Giorgia

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