Romagiovani, mi ricordo.

ROMA – Un collega di quarant’anni fa. C’erano da intervistare Alberto Moravia e Enzo Siciliano che avevano messo su un gruppo teatrale, Il Porcospino, in un teatro di via Belsiana, in quell’autunno del 1966. E il direttore del Corriere dello Sport, Ghirelli, mandò un giovanissimo cronista delle pagine “Forza ragazzi”.
<Una specie di antesignano di “Romagiovani”>, commenta il cronista di allora e l’assessore alle politiche culturali del comune di Roma di oggi, Gianni Borgna.
<Ho iniziato a scrivere per il Corriere dello Sport, senza sapere che la vita poi mi avrebbe portato altrove>.
Le strade però hanno tanti incroci, e così la rubrica che normalmente parla di estate romana oggi parla con colui che, da tredici anni a questa parte, dai due mandati di Rutelli ai due di Veltroni, ne è l’artefice.
<Quando sono entrato nella giunta capitolina, col primo mandato di Rutelli nel dicembre del 1993, eravamo 8 assessori, pochini per una città tanto grande e con tante esigenze. Avevo deleghe praticamente in tutti i campi: turismo, sport, giovani, animali. Ma quella più importante era alla cultura. Per me, poi, che la cultura è tutto… Parlando di estate romana, si veniva da dieci anni di vuoto, iniziati con le critiche a Nicolini, una specie di damnatio memoriae per cui occuparsi del divertimento significava fare politica dell’effimero, nel senso peggiore del termine. L’obiettivo perciò era riportare una cultura del divertimento, anche effimero, stavolta in senso buono, ma soprattutto accompagnare a questo una ricostruzione, nel vero senso della parola, dei luoghi di aggregazione. C’era da rifare l’ossatura delle strutture, insomma, perché non esisteva un Auditorium degno di questo nome, non c’erano spazi espositivi a livello delle altre capitali europee, nessuna biblioteca nei quartieri, i musei erano più chiusi che aperti, e comunque mal tenuti>.
Oggi, questo bisogno di posti fisici si è tradotto in strutture come l’Auditorium, <uno dei fiori all’occhiello di questa amministrazione, nato per scommessa, arduo da costruire e soprattutto da gestire, e diventato in breve il luogo di musica più visitato d’Europa, con un milione e trecentomila persone l’anno>, e ancora le varie Case, del Teatro, del Cinema, del Jazz, delle Letterature.
<Abbiamo dimostrato che era sbagliata la dicotomia tra “cultura alta” ed effimero. Se la vita culturale di Roma è così vivace, tanto che l’estate romana ormai è una parentesi stagionale in un programma che dura tutto l’anno, è grazie a tanti luoghi di aggregazione che ci permettono anche eventi in contemporanea. E poi cultura è anche economia, turismo, oltre all’identità di un popolo e al marchio prestigioso di un’amministrazione come quella di Roma>.
Un vanto, <più che altro la nostra fissazione di sempre>, è l’aver offerto a tutti, senza discriminazioni di tipo sociale o economico, anche appuntamenti di grande livello, ultimo esempio il concerto del Colosseo con Billy Joel e Bryan Adams, <perché per i giovani, che non hanno molti soldi da spendere, è importante passare il tempo in modo intelligente>.
Tanto lavoro in squadra, dunque, ma anche l’aiuto di artisti romani che hanno sempre creduto in questo progetto culturale, come <Proietti, Venditti, Baglioni, Zero, solo per citarne alcuni>.
Il ricordo più bello di questi anni è legato alla prima estate romana da ricostruire da zero.
<Era un nuovo inizio. Lavoravamo con i miei collaboratori nella piccola stanza dell’assessorato, con pochi mezzi ma molte idee, facendoci portare la pizza la sera alle otto e facendo le due per inventare le manifestazioni e i luoghi più adatti ad ospitarle. E ora che soddisfazione vedere questa macchina che funziona quasi da sola>.

Otto anni dopo, Gianni Borgna non c’è più. Questa è stata la prima intervista che ho realizzato con lui, ce n’è stata un’altra nel 2007 qualche mese dopo la sua nomina alla Fondazione Musica Per Roma, e lì si parlava di Auditorium. L’Estate Romana, l’Auditorium, due marchi che significano ancora oggi cultura per la nostra città, e che oggi si sentono forse un po’ orfani. A me, cittadina di Roma, mancherà un uomo preparato e lungimirante: la giornalista di quel Corriere dello Sport che aveva la rubrica Romagiovani ricorderà invece la gentilezza e la disponibilità di un assessore che era stato collega tanti anni prima.

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