“dell’altra gente”

una storia è come un gas che si espande in tutto lo spazio disponibile. Quando si comincia una storia è impossibile stabilire quanto tempo occorre per finirla.

Tradizionalmente gli scrittori condannano l’idea stessa di lavorare senza ricevere un compenso “Non voglio che il mondo mi dia niente per i miei libri – ha detto una volta George Eliot – tranne il denaro sufficiente a non cadere nella tentazione di scrivere solo per soldi”, ma forse c’è un altro vantaggio nello scrivere come si faceva all’inizio, quando era semplicemente scrivere e non una strana forma di occupazione.

E’ liberatorio comporre un testo che non abbia alcuna connessione con nessun’altra cosa scritta da te e che non debba essere strizzato in un romanzo o adattato al gusto di una certa rivista o strutturato in modo da soddisfare il genere di persone che ti pagano l’affitto ogni mese…

Zadie Smith, curatrice de “dell’altra gente”, antologia di storie

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