Intanto vado ancora in giro, annuso ancora gente. Scrivo, sempre, cose. Lascio le mance, che dicono porti bene.
Vado via. Ma poi torno. Sempre pronto per un brindisi con l’amaro abruzzese. E un po’ di ghiaccio.
Petunio il petulante, stornellatore di Srebrenica, svocia con la chitarretta appiccicato al portone di casa nostra. Due pomeriggi a settimana. Non chiede soldi né opere di bene. Ma sigarette e un quartino. Amen
Quanti ne abbiamo oggi. E quanti né hanno sgozzati. Ogni cosa, anche la tua boccetta di iperviolenza quotidiana, è su misura.