2016 – cosa sperare

La racchetta che si impolvera mi fa tristezza. Gli scarpini chiusi nell’armadio, idem.
Trenta minuti di sport, sudore e cazzeggio; trenta minuti, non chiedo di più.

Questo inutile Giubileo straordinario non ci porti altri guai. A Roma, siamo già a posto così.

La mia vicina di casa sia sempre più con me. Le voglio bene, ne ho bisogno. E poi ricordi, Mizi, non eravamo più o meno gemelline?

Lazio in B. Innanzi tutto, perché lo scrivo sempre, e poi perché altre soddisfazioni calcistiche non ne vedo all’orizzonte (e non parlatemi degli Europei, povera Italia).

Si può sentire ancora il vento in motorino in primavera? Fosse anche solo per andare in ufficio…

Non venga eletto Trump, e chi è lassù anche in Europa cavalchi venti di pace e punti su nuove energie. Sui giovani, sull’ambiente, su un mondo più aperto e migliore per tutti.

E va bene, anche se non sarà con l’aereo, se sarà vicino, se sarà breve… riprovare il piacere di un viaggio. O provarlo per la prima volta, con i suoi occhi: nuovi, puliti, divoratori.

 

Anna Eva Laertici

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