Senza cornice né filo rosso

Moleskine notebooks … the best of their kind?

Solo uno sguardo con prospettiva sfocata, gli occhi velati di imbarazzo verso quel nano viaggiante…. Aspetta un secondo, sto iniziando a scaldarmi… uno strambotto popolare… lascia che la punta della penna a sfera inizi a solcare questo assembramento di cellulosa chiamato pagina… Uno strambotto tzigano… tasti pigiati da un minuscolo zingaro di una bellezza indicibile… “Una mattina.. mi son svegliato… o Bella Ciao, Bella Ciao, Bella Ciao ciao ciao… Tiro fuori la Moleskine, il prendiappunti di Hemingway, del vecchio Santiago e del mare color Cuba… e ti rispondo scrivendo, nano viaggiante… Con questo libro tra le gambe, inutile, offeso, penso…
Ai libri… a quelli che ho rubato, che ho: accumulato, prestato, follemente catalogato, vantato, millantato, letto per forza, riscoperto, spolverato.. Penso a Calvino, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, queste righe me le ispira lui.. Sottolineato, citato, privato di un foglio che ho conservato in tasca, feticcio muto e al contempo facondo, respirato, mordicchiato. Libri che: … una lontra canadese si è seduta accanto a me con ginocchiata micidiale.. tacci sua… Libri che non mi hanno dato niente, che mi hanno dato nozioni, parole, punteggiatura… lacrime, sorrisi, brividi, peli dritti, erezioni, idee.. Libri che mi hanno influenzato. Pesantemente. Di cui la mia scrittura è riflesso…

Libri che non ho mai letto. E che non ho mai scritto.
Penso al libro che non ho mai scritto.. ma che sento che esiste già qua, dentro di me.. qualche capitolo dietro al lobo sinistro, altri sotto un’ascella, altri ancora alla fine di queste falangi che ora impugnano questa fantastica penna da rappresentante farmaceutico, con cui sto impiastricciando la mia Moleskine, la custodiscischizzi di Picasso, unica padrona di ogni umore celato dietro il suo “periodo blu”. Ultimo pensiero. Sto pensando a quanto c’è di vero, di me, in tutto quello che ho appena scritto e che ora ti sto offrendo, nano viaggiante…

CONTINUA

(tratto da Il Dono, racconto, di Luigi Priami e Simone Colonna, parte 3. Qui puoi leggere la prima e la seconda parte della storia)

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